Michail Kuzmin fu una figura di grande spicco negli ambienti simbolisti pietroburghesi: eccentrico, eclettico, dandy, egli incarnava il prototipo dell’artista e dell’intellettuale fin de siècle. Noto soprattutto come poeta, fu anche prolifico prosatore e fine saggista, distinguendosi inoltre per le sue capacità di compositore, sebbene solo a livello di alto dilettantismo. Questi tratti, uniti a uno spiccato interesse per le arti figurative e per il teatro, concorrono a farne uno dei più interessanti realizzatori della concezione estetica della ‘sintesi delle arti’ wagneriana, diffusasi in Russia tra il XIX e il XX secolo. Il suo contributo maggiore, in questo senso, è Le stagioni dell’amore (1910), ciclo poetico pensato per la trasposizione teatrale, nel quale Kuzmin si cimenta nelle molteplici vesti di autore dei testi, delle musiche, di attore e di collaboratore alla regia. Corredata nella pubblicazione dalle litografie di due dei più rinomati grafici dell’epoca, Sergej Sudejkin e Nikolaj Feofilaktov, l’opera rappresenta un piccolo gioiello del wagnerismo russo.
Le stagioni dell'amore
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| Titolo | Le stagioni dell'amore |
| Autore | Michail Alekseevič Kuzmin |
| Curatore | Alessandra Elisa Visinoni |
| Traduttore | Alessandra Elisa Visinoni |
| Argomenti |
Traduzioni Russia |
| Collana | 8. Universitaria |
| Marchio | Stilo |
| Editore | Stilo Editrice |
| Formato |
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| Pagine | 172 |
| Pubblicazione | 11/2020 |
| ISBN | 9788864792286 |
Abstract
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