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Le stagioni dell'amore

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Le stagioni dell'amore
titolo Le stagioni dell'amore
autore
curatore
traduttore
argomenti Traduzioni
Russia
collana 9. Universitaria
marchio Stilo
editore Stilo Editrice
formato Libro: 14x21
pagine 172
pubblicazione 11/2020
ISBN 9788864792286
 

Abstract

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18,00 17,10
 
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Michail Kuzmin fu una figura di grande spicco negli ambienti simbolisti pietroburghesi: eccentrico, eclettico, dandy, egli incarnava il prototipo dell’artista e dell’intellettuale fin de siècle. Noto soprattutto come poeta, fu anche prolifico prosatore e fine saggista, distinguendosi inoltre per le sue capacità di compositore, sebbene solo a livello di alto dilettantismo. Questi tratti, uniti a uno spiccato interesse per le arti figurative e per il teatro, concorrono a farne uno dei più interessanti realizzatori della concezione estetica della ‘sintesi delle arti’ wagneriana, diffusasi in Russia tra il XIX e il XX secolo. Il suo contributo maggiore, in questo senso, è Le stagioni dell’amore (1910), ciclo poetico pensato per la trasposizione teatrale, nel quale Kuzmin si cimenta nelle molteplici vesti di autore dei testi, delle musiche, di attore e di collaboratore alla regia. Corredata nella pubblicazione dalle litografie di due dei più rinomati grafici dell’epoca, Sergej Sudejkin e Nikolaj Feofilaktov, l’opera rappresenta un piccolo gioiello del wagnerismo russo.
 

Biografia dell'autore

Michail Alekseevič Kuzmin

Michail Alekseevič Kuzmin (Jaroslavl’, 6 ottobre 1872-Leningrado, 1° marzo 1936) fu scrittore, poeta, drammaturgo, compositore, critico letterario.  Vicino agli ambienti di Mir Iskusstva e del Simbolismo, fondò nel 1910 il movimento chiarista a cui aderirono poeti del calibro di Anna Achmatova e Osip Mandel’štam. Prolifico autore di prosa e di versi, tra le sue opere principali ricordiamo: le raccolte poetiche Aleksandrijnskie pesni (‘Canti alessandrini’, 1906), Seti (‘Reti’, 1908), Forel’ razbivaet lëd (‘La trota rompe il ghiaccio’, 1929), il romanzo Krylja (‘Ali’, 1908). Lavorò intensamente per il teatro, componendo, tra l’altro, le musiche per Balagančik (‘La baracca dei saltimbanchi’, 1906) di Aleksandr Blok messo in scena da Mejerchol’d. Nonostante l’impegno profuso nella mai interrotta attività letteraria, Kuzmin  non riuscì mai a trovare una sua collocazione nella Russia sovietica, e questo fece sì che venisse posto progressivamente ai margini della vita culturale.

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