Di Giacomo Matteotti la storia tramanda il coraggio inflessibile contro il fascismo e il supremo sacrificio per la libertà. Esiste, tuttavia, un risvolto cruciale della sua parabola politica rimasto a lungo in ombra: il suo profondo, radicale e ragionato pacifismo. Questo volume, curato da Giacomo Giuseppe Colaprice, si inserisce in tale vuoto storiografico svelando un Matteotti inedito ma coerentissimo. Non un utopista ingenuo, bensì un leader riformista che vedeva nella guerra il più grande inganno a danno delle classi lavoratrici e la tomba della democrazia. Dalla ferma opposizione al primo conflitto mondiale – che gli costò l’internamento militare in Sicilia – fino alle lucide analisi sulle macerie morali ed economiche del dopoguerra, Matteotti ha costantemente difeso l’ideale della neutralità e della cooperazione internazionale tra i popoli. Attraverso una selezione di testi, discorsi e documenti, è ricostruita la battaglia dimenticata di un costruttore di pace, di un uomo che ha saputo guardare oltre il proprio tempo. Un’opera essenziale, dunque, per riscoprire come, per il grande leader polesano, la vera lotta per la giustizia sociale non potesse mai prescindere dalla costruzione di una pace stabile e universale. Una lezione di straordinaria attualità, che ci ricorda che la democrazia o è pacifica o rischia di non essere tale.
Biografia dell'autore
Giacomo Giuseppe Colaprice
Giacomo Giuseppe Colaprice (1997), ricercatore presso la Fondazione “Gramsci” di Bari, è specializzato in Storia contemporanea. I suoi interessi spaziano da studi sulla Resistenza a nuovi approcci come il martirologio politico e gli sport studies. Tra le sue pubblicazioni si segnalano La Resistenza dimenticata del Sud Italia. I fatti di Barletta (Grecale 2025) e studi sulla crescita del movimento socialista e su Giacomo Matteotti.

