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Lino Angiuli

Lino Angiuli
autore
Stilo Editrice
Lino Angiuli (1946) è nato e vive in Terra di Bari, dove ha diretto un Centro Regionale di servizi culturali, curando, tra l’altro, collane editoriali di carattere territoriale.
Come poeta ha pubblicato dodici raccolte in lingua italiana e dialettale, ricevendo riconoscimenti e traduzioni in diverse lingue. La sua produzione poetica, presente in più di cinquanta antologie, è trattata in manuali ed enciclopedie ed è oggetto di un libro monografico curato nel 2006 da Daniele Maria Pegorari (Dal basso verso l’alto. Studi sull’opera di Lino Angiuli).
Ha fatto parte di delegazioni ufficiali per scambi culturali con altre nazioni (fra cui Russia, Slovacchia, Francia-Corsica). Ha curato e pubblicato numerosi libri dedicati alla salvaguardia della cultura tradizionale. Ha all’attivo anche un’opera teatrale e una raccolta di racconti.
Collaboratore dei servizi culturali della Rai e di vari quotidiani, ha fondato alcune riviste letterarie, tra le quali il semestrale «incroci», che dirige con Raffaele Nigro e Daniele Maria Pegorari per l’editore Adda di Bari.

Libri dell'autore

La penna in fondo all'occhio

Esercizi di lettura/scrittura

di Lino Angiuli

editore: Stilo Editrice

pagine: 272

Perché mai scrittura e lettura debbono rischiare di essere ‘separate in casa’? Perché mai il poeta non può anche essere critico? Una delle più attive e interessanti figure della poesia italiana contemporanea, Lino Angiuli, dimostra, con questa raccolta di scritti critici, come la penna e l’occhio non possano che essere complementari ovvero come la creazione letteraria debba naturalmente confrontarsi con le pagine altrui per giungere a una consapevole interlocuzione con il proprio tempo.Il saggio su Gozzano, gli ‘esercizi di lettura’, le posizioni teoriche e una selezione di prefazioni e postfazioni, distillato di oltre quarant’anni di attività culturale, contribuiscono alla fissazione di alcune idee chiave dell’itinerario di Angiuli, rivelandoci non solo i principali autori di riferimento ma anche un’idea della letteratura come ‘tradizione sperimentale’ e una concezione della relazione intellettuale come creazione di una sodalità diffusa. Perché le lettere possano essere davvero umane.
18,00 15,30
 

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