La Resistenza nelle scrittrici partigiane || L'Altrove
NON è usuale raccontare la Resistenza attraverso i libri delle scrittrici partigiane. È quello che fa Annachiara Biancardino nel suo libro “Scritture partigiane - La Resistenza nella letteratura d’autrici” Stilo Editrice. Un libro originale, che invoglia a leggere o ri-leggere le scrittrici della Resistenza, di cui lei ci parla. Attraverso i romanzi quali “L’Agnese va a morire” di Roberta Viganò, il “Diario” di Ada Prospero, “Raccontiamoci com’è andata” di Gina Lagorio, “Tetto Murato” di Lalla Romano e “Dalla parte di lei” di Alba de Céspedes, l’autrice analizza e interroga le forme di partecipazione delle donne alla Resistenza e i motivi che le hanno spinte a scegliere di unirsi alla lotta partigiana. Romanzi, che affondano le radici nella vita delle loro autrici, scritti tra “la grande stagione memorialistica partigiana” del dopoguerra, quando tra chi aveva partecipato alla lotta partigiana si diffonde l’ “urgenza di raccontare la guerra civile” e “fissare sulla carta i propri ricordi”, e “i tardi anni Cinquanta” quando “ciò che inizialmente era cronaca comincia a diventare letteratura” per “comunicare l’essenza ideologica di quella battaglia anche attraverso il ricordo delle vite che per essa si sono sacrificate”. Le scrittrici partigiane ci insegnano che “ la lotta partigiana non è solo una questione di eroismo militare, ma soprattutto di resistenza”, “non glorificano il conflitto” ma scelgono di “descriverlo come un’esperienza umana” fatta di solidarietà tra donne, di “episodi bizzarri” come l’organizzazione di matrimoni tra partigiane e partigiani in un “clima di spensieratezza”, di “scene di vita quotidiana”, riunioni, conversazioni private, momenti di vita domestica come provvedere al cibo, cucinare e prendersi cura dell’altra/o, come fa Agnese, ribattezzata <Scritture partigiane
La resistenza nella letteratura d'autrice
di Annachiara Biancardino
editore: Stilo Editrice
pagine: 124
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