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Ivan Scarcelli

Ivan Scarcelli
autore
Stilo Editrice
Ivan Scarcelli è nato a Bari nel 1967. Per professione si occupa di Filosofia politica (in qualità di ricercatore presso l’Università di Bari ‘Aldo Moro’); ha la passione per la conoscenza, i libri e la scrittura, ma si è cimentato da sempre volentieri anche con la musica, non solo come ascoltatore (confessa volentieri alcune preferenze sviscerate, apparentemente eterogenee: Léo Ferré, Frank Zappa, Kurt Weill, King Crimson…).
Invidia un po’ i commediografi e i ‘dialoghisti’ perché è convinto che scrivere un dialogo sia il modo più compiuto per dar forma a ‘vite immaginarie’; scrive da sempre racconti e romanzi (due completi, due in gestazione, tutti inediti) perché ritiene che siano un modo per conoscere se stessi e i propri dubbi.
Si considera razionalista ma ammette di apprezzare, come lettore o spettatore, gli scrittori e i registi che sanno tratteggiare gli aspetti paradossal-surreali delle vicende umane e il versante onirico dell’esistenza, forse perché ricordano alla ragione l’esigenza di non volare in cieli troppo distanti.

Libri dell'autore

Piccolo guasto alla centrale del tempo

Cronache (quasi) immaginarie

di Ivan Scarcelli

editore: Stilo Editrice

pagine: 144

Questi racconti appartengono a pieno titolo al filone del realismo magico italiano (che ha avuto tra i suoi esponenti Bontempelli, Buzzati, Landolfi, Palazzeschi): percorrendo il territorio liminale tra realtà e immaginifico, insinuano il dubbio che le due dimensioni siano molto più prossime di quanto non si creda…La frase pronunciata da una sconosciuta in Un incontro incancellabile e un’improvvisa amnesia nella Memoria diventano la traccia dell’inquietudine sotterranea propria di ogni amore; l’arroganza degli acquirenti sfocia nel grottesco nel Cliente è sempre cannibale, che pure descrive atteggiamenti comuni a ciascuno di noi; Birra ci proietta verso un futuro in cui gli uomini vivono in cunicoli sotterranei, poiché ogni spazio aperto è stato privatizzato; La voce del dovere irride la prudenza ansiosa di un ufficiale, mentre L’egoista immortale rivela l’orrore di una vita senza fine; Un’ora nel treno, in cui un uomo ha perso improvvisamente la possibilità di intendere i suoi interlocutori, è invece un’ironica e angosciante metafora sulla solitudine.
12,00 11,40
 

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