Nati sotto un Presidente (cresciuti sotto uno zar?) || Festival letterario Pagine di Russia || 9 novembre 2018, Bari

Venerdì 9 novembre alle ore 18.00 presso il Centro Polifunzionale dell’Università di Bari (Palazzo Ateneo) si terrà l’incontro Nati sotto un Presidente (cresciuti sotto uno zar?) a cura di Claudia Olivieri (Università di Catania), sesto appuntamento di Zar. Il padre, il padrone e le voci dal sottosuolo, quinta edizione del Festival Pagine di Russia, organizzato in collaborazione con la Cattedra di Lingua e letteratura russa dell’Università degli Studi di Bari che quest’anno avrà luogo a Bari dal 6 all’11 novembre 2018.

Il titolo Nati sotto un Presidente (cresciuti sotto uno zar?) prende spunto dalle proteste antigovernative divampate in concomitanza delle elezioni presidenziali della primavera del 2018, di fatto le prime a coinvolgere elettori nati e diventati maggiorenni nella Russia putiniana. Durante l’incontro verranno pertanto illustrati i momenti salienti, gli eroi – e gli antieroi -, gli spazi “sconfinati” o claustrofobici, i paradossi di quasi un ventennio (o di un “quasi ventennio”), che, a dispetto della “parentesi Medvedev”, ha visto, vede tutt’oggi (e vedrà?) imporsi un unico leader. O, forse, uno zar.

Claudia Olivieri è Ricercatrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania. Vive tra Catania, dove insegna lingua, letteratura e cultura russa dal 2005 e Mosca, dove, dal 1999, ha effettuato frequenti soggiorni di studio e ricerca. Si è occupata di letteratura dell’Ottocento, per poi dedicarsi a più forme della cultura russa contemporanea (letteratura, teatro, cinema).

Il Festival, che ha la direzione scientifica dei docenti Marco Caratozzolo e Simone Guagnelli (Università degli Studi di Bari), in questa edizione volge la sua attenzione al rapporto tra il potere e il popolo, cercando di analizzare la figura dello zar e il suo legame con i sudditi sotto vari punti di vista: la censura, l’arte, il potere legislativo, il folclore, la paternità.
Il percorso è stato progettato per giungere infine a una riflessione sull’attualità, in particolare sulla provocazione suggerita da un’espressione – ‘Zar Putin’ – ormai abusata dalla stampa italiana ed estera.

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