Leggere la città: il dialogo fra zar e folle in Cristo || Festival letterario Pagine di Russia || 7 novembre, Bari

Mercoledì 7 novembre alle ore 13.00 presso l’Aula Carofiglio dell’ex Facoltà di Lingue (via Garruba) si terrà l’incontro Leggere la città: il dialogo fra zar e folle in Cristo a cura di Laura Piccolo (Università di Roma Tre).

L’evento rientra nel programma di Zar. Il padre, il padrone e le voci dal sottosuolo, quinta edizione del Festival Pagine di Russia, organizzato in collaborazione con la Cattedra di Lingua e letteratura russa dell’Università degli Studi di Bari che quest’anno avrà luogo a Bari dal 6 all’11 novembre 2018.

Lo spazio urbano è un testo ‘complesso, stratificato nel tempo e variabile nello spazio’ (Ugo Volli), in continuo mutamento ma capace di custodire la memoria del passato, in un’intricata organizzazione di segni e senso, nella quale entrano in gioco forze diverse, talora conflittuali: costruzione/distruzione, semantizzazione/desemantizzazione, nonché rifunzionalizzazione decostruiscono incessantemente qualsiasi definizione della città come opera chiusa, rendendola “un potente generatore di nuove informazioni” (Lotman). La lettura della città qui proposta prende in considerazione il rapporto tra città e sacro nella sua particolare declinazione russa del dialogo/non dialogo tra lo zar e il folle in Cristo (jurodivyj).
Laura Piccolo è professore associato di Letteratura Russa presso l’Università degli Studi Roma Tre. Si occupa del paradigma della follia in Cristo (Jurodstvo) nella cultura russa, di emigrazione russa nella prima metà del XX secolo e di letteratura russa postsovietica. Ha partecipato a seminari e convegni nella Federazione Russa, in Europa e in altri paesi. Conta numerose pubblicazioni in volumi e riviste nazionali e internazionali. È una delle fondatrici del Centro interuniversitario per lo studio della cultura e della controcultura postsovietica CCɔP.
Il Festival, che ha la direzione scientifica dei docenti Marco Caratozzolo e Simone Guagnelli (Università degli Studi di Bari), in questa edizione volge la sua attenzione al rapporto tra il potere e il popolo, cercando di analizzare la figura dello zar e il suo legame con i sudditi sotto vari punti di vista: la censura, l’arte, il potere legislativo, il folclore, la paternità.
Il percorso è stato progettato per giungere infine a una riflessione sull’attualità, in particolare sulla provocazione suggerita da un’espressione – ‘Zar Putin’ – ormai abusata dalla stampa italiana ed estera.
Il presidente russo è davvero una figura che ricorda quella dello zar ottocentesco? A quest’ultimo quesito cercherà di rispondere Claudia Olivieri, talentuosa slavista dell’Università di Catania, già nota agli appassionati del Festival, che vanta una profonda conoscenza della Russia contemporanea.
Lo zar e il suo popolo, dunque: il sottotitolo del festival riecheggia importanti motivi dostoevskiani, coordinate utili per muoversi attraverso alcuni momenti cruciali dell’evoluzione del rapporto tra lo zar e il popolo.

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