«Hanno ammazzato mia madre, la Russia…» || Festival letterario Pagine di Russia || 7 novembre, Bari

Mercoedì 7 novembre alle ore 18.00 al Centro Polifunzionale Studenti dell’Università di Bari (ex palazzo delle Poste) si terrà l’incontro «Hanno ammazzato mia madre, la Russia…»:
lʼArcadia come sospensione della storia nellʼopera di Kropivnickij a cura di Massimo Maurizio (Università degli Studi di Torino).

L’evento è il quarto appuntamento di Zar. Il padre, il padrone e le voci dal sottosuolo, quinta edizione del Festival Pagine di Russia, organizzato in collaborazione con la Cattedra di Lingua e letteratura russa dell’Università degli Studi di Bari che quest’anno avrà luogo a Bari dal 6 all’11 novembre 2018.

Lo stalinismo maturo si presentava come variante ideologizzata di quelle stesse religioni, che nel Paese si volevano annullate, ma che in realtà riproponeva molte delle dinamiche del potere zarista. Partendo da questo assunto si indagheranno i modi del potere dello ‘zar’ Stalin, nonché delle strategie con cui, sull’esempio di due autori del periodo (E. Kropivnickij e Ks. Nekrasova) era possibile definire spazi privati e personali in un contesto totalitario e totalizzante, per il quale ogni aspetto della vita del singolo doveva assoggettato al discorso politico e alla fedeltà al partito e alla sua ideologia.
Il Festival, che ha la direzione scientifica dei docenti Marco Caratozzolo e Simone Guagnelli (Università degli Studi di Bari), in questa edizione volge la sua attenzione al rapporto tra il potere e il popolo, cercando di analizzare la figura dello zar e il suo legame con i sudditi sotto vari punti di vista: la censura, l’arte, il potere legislativo, il folclore, la paternità.
Il percorso è stato progettato per giungere infine a una riflessione sull’attualità, in particolare sulla provocazione suggerita da un’espressione – ‘Zar Putin’ – ormai abusata dalla stampa italiana ed estera.

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