Pagine di Russia || Zar. Il padre, il padrone e le voci dal sottosuolo || 6-11 novembre 2018, Bari

Dal 6 all’11 novembre 2018 si terrà a Bari il Festival letterario Pagine di Russia, organizzato dalla Stilo Editrice e dalla Cattedra di Lingua e letteratura russa del Dipartimento di Lettere Lingue Arti Italianistica e culture comparate dell’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’ e sarà dedicato, in questa sua quinta edizione, alla figura dello zar e al suo rapporto con il popolo. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari e con l’Associazione Italiana degli Slavisti e ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bari.
Il Festival, che ha la direzione scientifica dei docenti Marco Caratozzolo e Simone Guagnelli (Università degli Studi di Bari), in questa edizione volge la sua attenzione al rapporto tra il potere e il popolo, cercando di analizzare la figura dello zar e il suo legame con i sudditi sotto vari punti di vista: la censura, l’arte, il potere legislativo, il folclore, la paternità.

Il percorso è stato progettato per giungere infine a una riflessione sull’attualità, in particolare sulla provocazione suggerita da un’espressione – ‘Zar Putin’ – ormai abusata dalla stampa italiana ed estera.
Il presidente russo è davvero una figura che ricorda quella dello zar ottocentesco? A quest’ultimo quesito cercherà di rispondere Claudia Olivieri, talentuosa slavista dell’Università di Catania, già nota agli appassionati del Festival, che vanta una profonda conoscenza della Russia contemporanea.
Lo zar e il suo popolo, dunque: il sottotitolo del festival riecheggia importanti motivi dostoevskiani, coordinate utili per muoversi attraverso alcuni momenti cruciali dell’evoluzione del rapporto tra lo zar e il popolo.
Il Festival si inaugura il 6 novembre con Bianca Sulpasso, docente di Letteratura russa dell’Università di Macerata e studiosa del Settecento russo, che si soffermerà sul difficile rapporto tra la zarina Caterina II e lo scrittore Radiščev; si prosegue con Laura Piccolo, dell’Università di Roma Tre, che parlerà dello Zar davanti al Folle in Cristo, singolare figura del folclore sacro russo, il cui martirio si pone come ipostasi della libertà davanti allo ‘zar Erode’; Massimo Maurizio, ormai una colonna portante del Festival, tratterà il delicato passaggio dal potere dello zar e quello dei soviet all’alba della Rivoluzione, filtrato attraverso la figura del poeta Kropivnickij. L’8 novembre Giuseppina Giuliano dell’Università di Salerno tornerà, invece, all’Ottocento, con la figura dello zar e del suo rapporto con il popolo nel prisma dell’opera teatrale e musicale russa.
Ampio spazio, com’è tradizione di questo Festival, sarà dedicato alla divulgazione sulla Russia fuori dagli ambienti accademici: la sera di martedì 6 novembre presso la libreria Prinz Zaum, i sei slavisti ospiti del Festival parleranno di letteratura russa contemporanea e presenteranno ufficialmente il ‘Centro interuniversitario di studi sulla letteratura post-sovietica’, diretto da Massimo Maurizio; il  9 novembre invece, al termine della conferenza all’Università, presso l’Officina degli Esordi, avrà luogo Tradurre, tradire, travisare. Breve antologia della poesia russa tra i dialetti italiani (In memoria di Claudia Menga), un incontro studiato per far sentire la vicinanza dell’arte russa alla nostra terra italica attraverso la lettura, con accompagnamento musicale, di versi russi e la loro traduzione in alcuni dialetti italiani: bergamasco, romano, torinese, maceratese, catanese e alcuni tra i più rilevanti idiomi pugliesi.
Sabato 10 novembre, una visita alla Chiesa russa di Bari e il consueto appuntamento dedicato ai ‘lettori in erba’ a cura dall’Ass. Raduga in collaborazione con la Libreria Svoltastorie, arricchiscono il già variegato programma del Festival che quest’anno ospita anche un incontro con il poeta Semën Chanin, autore lettone di lingua russa, a cui è riservato un appuntamento presso la Libreria MilleLibri.

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