Tommaso Fiore || SULL’ALTRA SPONDA

_COPERTINA SULL'ALTRA SPONDAIntroduzione: Ferdinando Pappalardo

ISBN 978-88-6479-211-8  
ottobre 2018 • pp. 100 • € 14,00

OPERA_ Sull’altra sponda è il reportage di una breve visita in Albania (1959), ultimo fra i tre viaggi compiuti da Tommaso Fiore negli anni Cinquanta del secolo scorso in altrettante repubbliche socialiste (Polonia, Russia, Albania).
Questo libro, agile e di piacevole lettura, presenta numerosi motivi d’interesse. Innanzitutto conferma la fuoruscita di Fiore dall’orizzonte della provincia meridionale, anche se la conoscenza dei paesi stranieri è finalizzata all’acquisizione di una prospettiva che permetta di approfondire la diagnosi dei mali di cui soffre il Meridione d’Italia, e di individuare efficaci terapie per la loro cura: tanto più perché fra il ‘Paese delle aquile’ e il nostro Mezzogiorno esistono profonde affinità economiche e sociali, ma anche di civiltà e di cultura.
In secondo luogo, queste pagine ebbero il merito di richiamare l’attenzione e la curiosità dei lettori su un popolo e su una nazione all’epoca trascurati o addirittura ignorati, e di perorare la causa dell’amicizia italo-albanese, i cui vantaggi sono lucidamente compresi da Fiore in anticipo sui tempi, e che si realizzerà infatti soltanto decenni più tardi, in un mutato contesto storico-politico.
Infine, questo diario di viaggio costituisce una importante della stagione finale dell’impegno etico-civile del grande meridionalista: una stagione scarsamente indagata dagli studiosi, e che pure getta nuova luce sul significato della sua parabola umana e intellettuale, nonché sull’attualità del suo insegnamento.

AUTORETommaso Fiore (1884-1973) è stato uno dei più illustri meridionalisti del secolo scorso. Iscrittosi alla Facoltà di Lettere dell’Università di Pisa, seguì le lezioni di Pascoli, scoprì la filosofia di Benedetto Croce ed entrò in contatto con il socialismo libertario avvicinandosi alle posizioni di Gaetano Salvemini. Collaborò alla «Rivoluzione liberale» di Piero Gobetti (dove apparvero le Lettere Pugliesi, riedite decenni più tardi con il titolo di Un popolo di formiche) ed entrò in contatto con il gruppo di «Giustizia e Libertà», avviando una riflessione originale sulla
‘questione meridionale’. La soluzione di tale problema costituiva per lui un aspetto decisivo della ‘rivoluzione democratica’ e richiedeva la creazione di un blocco sociale non ristretto all’alleanza degli operai e dei contadini, ma allargato all’insieme dei ceti produttivi, nonché una profonda riforma dello Stato che liquidasse il vecchio centralismo sostituendovi un ordinamento fondato sulle autonomie regionali.
Fiore partecipò successivamente alla cospirazione antifascista fra le fila del Partito d’Azione; pubblicò la traduzione dell’Utopia di Tommaso Moro e la pregevole introduzione all’Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam. Arrestato diverse volte a causa della sua opposizione al Fascismo fu fortemente colpito dalla tragica morte del suo figlio più piccolo Graziano che cadde a Bari in via
Nicolò dell’Arca sotto il piombo dei militari badogliani. Fu relatore al I Congresso dei Comitati di Liberazione Nazionale dell’Italia libera e come Provveditore agli Studi intraprese con vigore l’opera di defascistizzazione della scuola. Gli ultimi vent’anni della sua vita furono occupati quasi esclusivamente dagli studi, dall’insegnamento universitario e dall’attività saggistica (a quel periodo appartengono Il cafone all’inferno, 1955; Nascita di uomini democratici, 1958; Formiconi di Puglia, 1963).

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